Obelisco II
Titolo: Obelisco II
Autore: Vincenzo D’Alba
Anno di realizzazione: 2019 (Kiasmo + Fratelli Colì)
Luogo: Santissima Trinità, Piazza De’ Galganis, Monte Sant’Angelo (FOGGIA)
Progetto: Obelisco II è realizzato in piastrelle di ceramica ancorate ad una struttura in metallo. Le piastrelle sono decorate a mano attraverso disegni incisi nello smalto. L’altezza totale dell’obelisco è di 3,60 metri. I riferimenti dei segni incisi sono rintracciabili nella storia di Monte Sant’Angelo: dalla scrittura runica a alla iconografia di San Michele Arcangelo.
Nell’ambito delle attività del programma Land Art 50, iniziativa promossa da Uncon- ventionArt, Fondazione Dioguardi e Fondazione Casa Rossa, a cinquant’anni della nascita del celebre movimento artistico americano, abbiamo invitato l’artista Vin- cenzo D’Alba a pensare e a realizzare un’opera site-specific per il comune di Monte Sant’Angelo. Nasce così l’installazione di tre obelischi nel sito UNESCO sede del Santuario di San Michele Arcangelo. D’Alba, proprio a partire dalla storia di questo antico luogo di culto, ha dato vita a una triade di elementi narrativi e scultorei che rappresenta un omaggio all’iconografia, quindi alla storia e all’arte riferita alla figura dell’Arcangelo Michele e più in generale alla cultura di questo paese del Gargano. Gli obelischi costruiti grazie a Kiasmo e alla collaborazione con le aziende Pimar, Fratelli Colì e Tessitura Calabrese, sono costruiti in pietra, in ceramica e in tessuto; essi assumono un ruolo chiave nel dialogo tra città e sacralità. In questo si ritrovano i riferimenti che vanno dall’alfabeto runico, quindi longobardo, fino alla descrizione del pellegrinaggio e del paesaggio contemporaneo. La dimensione sacrale diventa el- emento centrale di queste opere, sottolineando il legame ambivalente tra storia e memoria attraverso il potere espressivo dell’Angelo e della trascendenza.
I tre obelischi instaurano un dialogo con lo spazio pubblico del comune foggiano e con i suoi monumenti e piazze definendo inediti scenari urbani.
La scelta di posizionarli in tre luoghi differenti nasce dalla volontà di definire un’uni- taria installazione a scala territoriale.
Un racconto, dunque, in forma iconografica che racchiude la storia di Monte Sant’Angelo e il suo rapporto con la sacralità; la verticalità dell’obelisco, metaforadella condizione trascendentale e divina, si contrappone allo spazio ipogeico della grotta dell’Arcangelo.
Gli obelischi si contraddistinguono nella monumentalità di elementi parallelepipedi a sezione costante; su ciascuna faccia sono riportati disegni, incisi nel caso della pi- etra e della ceramica e applicati nel caso tessuto.
I segni di D’Alba si sottendono tra il linguaggio figurativo, vicino alla tradizione, e il linguaggio astratto, legato alla contemporaneità; in questa scelta c’è la volontà di collegare la storia del passato a quella del presente.













