Titolo: Casa del Sindaco

Autore: Vincenzo D’Alba

Anno di realizzazione: 2012/2015

Luogo: Uggiano La Chiesa

Progetto La casa del Sindaco situata a Uggiano la Chiesa è stata realizzata tra il 2012 e il 2015.
L’ubicazione di questa casa unifamiliare nella parte alta e periferica del paese esalta la sua volumetria e monumentalità.
Giungendo infatti nelle vicinanze di quest’opera si percepiscono da subito alcuni caratteri salienti come una inaspettata introversione e una assoluta composizione dei volumi e delle superfici. Il vano scala incastrato nel prospetto principale verso sud diventa elemento determinante per comprendere la distribuzione dei vari percorsi e funzioni.
La scala è quindi una cerniera dalla quale si dipanano i diversi piani e si esaltano le diverse prospettive interne. Lo spazio intorno all’abitazione è definito da un percorso perimetrale che pone l’architettura al centro del lotto.
Varcando la recinzione, definita come elemento di chiusura, si scoprono l’ingresso definito da una grande scalinata e una sorta di salotto esterno costituito da piccoli setti murari.
Nella parte retrostante un frutteto e un orto concludono la grande prospettiva che scaturisce dal salone principale, una lunga stanza voltata a botte, che si scopre subito dopo aver varcato lingresso; l’elemento ordinatore del piano giorno. Finestre con andamento verticale simili a feritoie calibrano la luce e disegnano percorsi luminosi durante la giornata. Il piano primo è interessato dalla zona notte e da una stanza per gli ospiti. Proseguendo dal primo piano si arriva al solarium.
Uno spazio contemplativo definito da setti murari per schermare i venti e da piccole finestre per inquadrare il paesaggio urbano e naturale. I prospetti sono contrassegnati dalla sobrietà delle aperture e dalla matericità dell’intonaco. Solo un elemento rompe questo rigore: una apertura in corrispondenza di una loggia adiacente la camera matrimoniale. Questa si trasforma in mashrabiyya e d’un colpo denuncia l’intera cultura araba che sottende questa realizzazione e diventa meditato omaggio alla cultura di appartenenza.

Casa del Sindaco (Piconese), progettata da Vincenzo D’Alba, designer di Kiasmo, appartiene alla tradizione costruttiva, ma soprattutto volumetrica e coloristica della Puglia e del mediterraneo. In essa si possono riconoscere i passaggi progettuali che portano alla riorganizzazione dell’anonima, eppure monumentale, eredità delle masserie salentine. La vocazione all’unità formale, alla matericità delle superfici, alla cura delle ombre e delle prospettive, fa apparire l’intera costruzione definita da una assoluta ricerca volumetrica. All’inespugnabilità delle forme si contrappongono alcuni motivi decorativi, concentrati in piccole superfici, che sembrano instaurare un dialogo con elementi della tradizione romanica e stilemi della cultura araba. Una architettura, che nonostante la classicità dei riferimenti, impone una lettura contemporanea della storia. Non si trova in essa, infatti, alcun tentativo di compiacimento storicistico ma al contrario una volontà di tradurre, di volta in volta, il linguaggio del passato in forme e funzioni del presente. Lo studio delle aperture, dei percorsi e delle prospettive è uno degli elementi essenziali della composizione architettonica di Casa Piconese. Si può notare come l’introduzione di diverse trame di intonaco, l’esaltazione dei giunti, permetta una lettura delle superfici in maniera frammentaria e funzionale; l’assolutezza dei volumi viene così definita mettendo in contrapposizione la rarefazione dell’intonaco e la visionarietà delle superfici.